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    26 August

    silvia come cucina il pesce spada

    date un'occhiata qui.
    dopo il brunch da Silvia, qualcuno dà il meglio di sé.
    amori miei....
    02 June

    niente da dire

     
     
    visto che non ci sono più parole per quello che provo, per l'amarezza e l'indignazione, a causa di questo paese di merda, solo musica.
    sissì, proprio per fuggire, proprio per lasciare che le cose degenerino.
    non sono responsabile io. e per fortuna! 
    05 May

    ho visto....

    ho visto questo
     
     
     
    e mi è piaciuto!!
     
    02 May

    le giornate di una scrutatrice

    il mese scorso la vostra viene chiamata al citofono dal messo del comune per notificare che è stata scelta tra decine di migliaia di concittadini per svolgere un nobile e alquanto ambito ruolo: la scrutatrice!
    anninola si immagina sempre una persona occhialuta, pensosa, con una mano accanto alla guancia a sostenere una testa troppo affollata di pensieri...
    comunque, poco male, pensa, qualche soldo per un lavoro facile facile che, soprattutto, la terrà fuori di casa.
    passano i giorni tra notizie positive che però rimarranno soltanto belle parole prive di esito e lezioni di danza felici, beate e soddisfacenti, oltreché stimolanti. poi giunge il pomeriggio fatidico in cui si reca a preparare il seggio, prendendo visione dell'ambiente piuttosto squallido e delle persone poco interessanti con cui lavorerà. la nota simpatica però si manifesta verso la fine della serata, quando si firmano e timbrano le schede in compagnia di bruschette e salame (da lei aborrito) gentilmente offerto da tre sbirri.
    i giorni passano in allegria, tra fiotti di gente sin dal mattino. facce note, altre no, altre dimenticate da tempo. chiacchiere e confidenze e risate con gente mai vista prima e che non rivedrà più. pasticcini, caffè e pranzi offerti con generosità. risate sguaiate e zittite nei corridoi della scuola.
     
    "Prego, si faccia avanti! Buongiorno signore. Ha un documento?"
    "Sì"
    "Scheda elettorale?"
    "Eccola"
    "E il cellulare?"
    "Sì. Allora: trettreotto...."
    "Ma no, ma no!!!!!! AHhahahha! Se ha un celulare con fotocamera, lo deve la sciare qui!!! ahhahahahhahahah!!!!!"
     
     
    passa il primo scrutinio, terminato a notte fonda, e la piccola annina si prepara il mattino seguente a una levataccia alle 5,30 per una lezione universitaria, per poi tornare a scrutare tutto il giorno fino alle 6 del mattino. ("che cosa non si fa per due soldi" commenta la notte precendete lo sbirro alberto). tutto ciò dopo aver imprecato, aver maledetto, aver pianto, aver sottovalutato...
    "Buon giorno, cara, come sei carina oggi"
    "Non è un buongiorno, oggi..."
     
    ma tutto passa in fretta.
    chiacchiere, confidenze, pacche sulle spalle che non si spiega. come mai, a certi uomini (ahimè, ora sono maschi che han sperato i 28!) piace afferrarle la spalla.... sarà il fisico portentoso che la vostra ha ormai? e il taglio alla francese offre splendide parvenze di sericità e morbidezza a cui non possono resistere...
    ci si lascia dopo saluti affettuosi e si spera in un prossimo appuntamento. non tarda ad arrivare il ballottaggio.
    Poco lavoro, tante chiacchiere, compagnie e amicizie ritrovate, con pranzi offerti a sopresa e visite amorevoli. la vostra rimorchia senza tregua sbirri e poliziotti locali e rimane sconvolta non più per il fatto che riesca ad esercitare fascino, quanto per l'età dei còlti e la loro professione.
     
    l'esito stavolta è positivo. la sua città sarà affidata a un suo coetaneo, un conoscente, che il giorno prima era venuto al seggio e sorrideva come una pasqua. e anche lei, uscita fuori, lo guardava e gli sorrideva. sorridevano e si guardavo come due ebeti, fiduciosi.
    alessio little key vince.
    e le sembra di avere un po' d'ossigeno. nonostante roma, nonostante il maledetto. nonostante tutto, si sente sollevata. ha ancora fiducia.
    passeggia per la cittadina stanca morta, prima della lezione di danza. incontra gente, respira la primavera, si ferma un attimo, mentre lui esce contento e sorridente.
    ce l'abbiamo fatta!
    porcaccio giuda....
     
     
    mmm.....
    il video è brutto e approssimativo, anche peracottaro, in perfetto stile nettuniano.
    la città in cui sono nata e vivo, purtroppo, è proprio così.
     
    18 April

    non è certo un segreto

    che ho un forte debole per i bassisti ricci e mori!
     

    personaggi nettuniani

     
    lunedì scorso ho registrato e timbrato la scheda elettorale di quest'uomo che, nonostante momenti come questi, riesce ad essere sobrio e quieto (come è stato)
     
     
    però io, non so perché, spaccherei la faccia all'altro personaggio che ogni tanto appare in questo video.

    ajde (nnamiooo!)

      
     
    e quindi io, che ora non mi dedicherò ad altro fuorché cazzeggio, fancazzismo e contemplazione di cose astratte, vorrei tanto farmi un giretto per questi posticini e buttarmi nella mischia di queste musiche, che se poi non so ballare, chissenefrega!
    e pure se non reggo l'alcol, bevo.
    e se pure non c'ho fame, mangio.
    e se pure non ho ragione per farlo, rido.
     
     
    quindi fanculo a futuro e al passato.
     
     
     

    occhè occhèi

    jiuro che non ne parlerò mai più, che su tale argomento cadrà il silenzio da parte mia, anche perché l'evento tragicomico mi ha condotto alla pazzia, e gli ultimi due neuroni si son dati all'alcolismo. dico solo che non è questione di istruzione, denaro o cultura. è questione di senso critico. e quello, o ce l'hai o non ce l'hai.
    e con questo, sto.
     
    detto ciò, come dice la proffa, andiamo avanti.
     
     
    è passato più di un mese e, a voi che non ve ne frega un fico, voglio far sapere le cose scintillanti che han popolato la mia vita da allora.
    sono andata a vedere questo
     
       
    al teatro dell'opera a roma, però. la ballerina era un'altra ma bellissima. insomma, niente male.
    e mi sono anche dilettata in una passeggiata su quel famoso e tanto pendente palcoscenico, dopo la chiusura dello spettacolo. non so se ero più galvanizzata io o le bimbe. tant'è che non ho materiale che documenti il fatto. eppure credeteci, è avvenuto.
     
    poi, va be', le solite cose. tipo quello che trovate nell'elenco foto.
    e poi un colloquio tanto sereno quanto incredibile. l'unica cosa che mi urta è l'arrossire. se qualcuno di voi ha l'antidoto al rossore, me lo sveli per favore!
     
    eppoi......
    dovrei aprire un capitolo a parte....
     
    ma parliamo prima dei film:
    ho visto:
       
     
    e qui ci sta tutta una breve polemica.
    vorrei sapere questo che lavoro fa, che si permette di non fare un cacchio tutto il dì, senza perderlo, e avendo i miliardi (perchè si vede che ce li ha).
    a che pro quella scena da porno. fanno schifo tutti e due. sono rimasta scioccata e ora ho un blocco. che schifo. un trauma per il mio povero animo puro e preso dalla bellezza.
    va be', una marea di cretinate. chissà che cosa voleva comunciarci il regista, che cosa voleva, perchè il libro non l'ho letto. voleva essere una rielaborazione di un lutto? che relazioni si intrecciavano, in realtà? cioè quella col cane, no?, che se lo guardava, e lui la guardava, cioè che cacchio volevano l'uno dall'altro? che razza di... eh? e poi, polansky non aveva di meglio da fare? cioè perché proprio a lui le confidenze? come faceva 'sto riccone fancazzista con la scusa della vedovanza a catalizzare attorno a sè questa dipendenza? cioè, che cretinata senza senso è?
     
     
     
    poi ho visto:
       
     
    tim burton è sempre il migliore e il caro vecchio depp sorprendente. e calcolate che a me, musical e similari mi fan vomitare. qui stavo per vomitare per altre ragioni. infatti la pellicola è poco adatta a vegetariani.
     
    poi:
       
     
    a un certo punto non ce la facevo più. ma mi ha tenuta incollata alla poltrona.
     
    e ancora:
       
     
    e qua una domanda è doverosa: perché mai, quando fan vedere uno che si laurea, in particolare alla sapienza, fanno vedere che sta in una mega aula della madonna? tipo l'aula magna del rettorato, quando in realtà, a lettere, ci si laurea in qualche biblioteca del cacio con scaffali in disordine e scale in mezzo? no, perché a me e a molti altri accadde ciò.
    per il resto, la ferilli aveva la parte cucita su se stessa. secondo me manco ha dovuto studiarsela.
     
    08 March

    raccapriccio e scoramento...

    ...quando, dopo anni, torni alla tua università e scopri che i professori delle letterature e linguistiche varie sono anche più str*#zi di prima e che prima avevi potuto evitarli ed ora no. quando devi frequentare alle 8 del mattino con l'obbligo della firma. e quando non sopporti quei deficienti e cretinetti appena ventenni, che sembrano usciti da un filmetto alla moccia-costanzo-defilippi, che prendono appunti con penna rossa e penna blu e che parlano durante la lezione e vestono di meç§a ma griffati. scoramento e nausea quando la tipa accanto a te scrive flert e aphartaid. avevi pensato la proffa forse per quelli dell'Erasmus specificasse che dell'uso si scrive dell apostrofo uso, tutte le volte che lo pronunzia. ma poi capisci che non è così, e ti viene da piangere. perché la proffa all'esame precedente, per non aver saputo i cavvilli del cacchio, ti ha messo 25. a questi incapaci trogloditi e appena alfabetizzati, quanto darà o avrà dato in sede di esame?
    e questi saranno nuovi prof di italiano e di lingue.
    devo assolutamente farmici spazio. uno stipendio son io a meritarmenlo, non loro... maledetti!
    sembra quasi una lotta per la sopravvivenza. sì, perché se neanche questa è una soluzione, nn so proprio più che fare.
    dove andremo a finire....
    come andrà a finire....
    e soprattutto... avrà fine questa merda?
    bene... vi lascio con una poesia, una splendida cura per l'anima. perché è questo che conta, è questo che ci salva.
    e commuovetevi un po', mentre acoltate e contemplate
     
      
    25 February

    Mh.

    era molto che non ricordavo quanto fosse pesante la stanchezza mentale.
    dopo aver gettato la spugna per la terza volta nell'arco di due ore, in una mattinata nebbiosa e stranamente immobile, siedo davanti a una tazza di tè e solo dopo alcuni secondi realizzo di avere sguardo fisso e mascella serrata. silenzio. che dura a lungo, anche se non sembra.
    ripresa, mi dico che vorrei tanto staccare, andare a vedere l'ultimo dei Cohen, trovarmi a un concerto, in estate, con centimetri di pelle all'aria, sull'arenile caldo, a mangiare, a partecipare a pranzi luculliani.
    manca meno di un mese a pasqua. non me n'è mai fregato granchè, ma ora mi manca. mi mancano quelle passate. mi manca un certo riflesso della luce del sole nel pomeriggio di un pranzo affollato familiare, mi manca il paesaggio lepino, mi manca il dialetto rozzo dei miei parenti, mi manca la concretezza.
    non voglio lasciarmi consumare da questi libri.
     
    questo brano si commenta da sé. prendetelo come significativo almeno in parte.
    ho voglia di franzia, ho voglia di aquitania, di paesaggio bretone. ho voglia di un po' di tutto ma soprattutto di vegetazione.
    di una sensazione condivisa di germogliazione primaverile.
    non so....
    non so....
    sono solo stanca, ma con tanta carica in corpo.
    difficile da capire ma altrettanto difficile da spiegare, in primis a me stessa
     
    17 February

    months...

     

     

    per tutti voi.

    per roberto in particolare.

    non so di cosa si tratti, roby, ma ti ricordi il maggio di sei anni fa?

    io me lo ricordo bene.

    c'eri tu, annamaria, federica (che non so che fine abbia fatto).

    eravamo spesso su panche nel nostro corridoio.

    ci conoscevamo solo per caso.

    ma quel momento io l'ho condiviso con voi, e non potrò mai dimenticare la bellezza dell'essere ascoltata, compresa.

    e ho avuto la fortuna di viverlo ancora con altre persone amorevoli.

    e allora.... febbraio, maggio, ma anche giugno, dicembre, ottobre.

    capita sempre.

    buono e cattivo tempo.

    it's time to make a mess

     
    tra poche ore ci sarà da divertirsi.
    dovrei andare. temo che se non andrò ciò mi si ritorcerà contro. sarò quella paranoica, quella cattiva, e di conseguenza gli altri...
    ma non voglio. non mi va di sforzarmi. soprattutto non mi va che mi sia dia della nervosa. cacchio, non lo sono. sono soltanto ferita. ma è così difficile da capire??
    può essere così insensibile? e soprattutto io quand'è che reagisco come qualcuno comanda?
    maledizione.
     
    mi ripropongo di non dirgli più niente, di risolvere le mie fissazioni da sola, di non far trasparire nulla.
    è inutile fare l'immane sforzo di tradurre emozioni forti in parole che non provocano alcuna reazione.
     
    diciamolo, mi sto tirando indietro a poco a poco.
    mi dispace.
    tanto.
    ma non è solo colpa mia.
     
    va be', ho mostrato il fianco, e me la prendo in saccoccia.
    ora mi eserciterò a fregarmene, cercando di prendermi cura del mio stomaco e pensando che presto passerà.
     
    e ricordando quanto mi piace questo brano e quanto mi piace tom, e quanto sono stata felice di conoscerlo.
    felice, entusiasta. l'adoro. fino alle lacrime.
    09 February

    aide jano!

     

    sì, è più di un anno ma non riesco né volgio scrollarmi di dosso la fissazione epr queste musiche.

    oh.

    e chi non apprezza non capisce un fico!

     

    ultimamente

     
    ultimamente traspare poco di quello che faccio, e quando incontro uno per caso dopo tempo, cosa che accade assai di rado, non mi va di rispondere alla classica domanda di routine. anche perché mi secca. perché definirmi attraverso quello faccio? che senso ha, che senso? che importa? vivo comunque bene, serena nonostante tutto...
    diciamo che comunque non è male se le persone si interessano. mi spiace solo non poter parlare di elementi particolarmente concreti. vivere in balìa degli eventi non è il massimo. ad ogni modo i giorni stanno passando tra cielo azzurro e mare scintillante di cui non posso godere liberamente. mi barcameno tra lezioni di danza che mi fanno male alla gola, lezioni di jazz e classico che mi stanno (finalmente) scolpendo, nonostante il disordine alimentare. ho a che fare con ittiti e italianisti altezzosi. pazienza. l'importante è non cadere nel loro stesso errore. mi galvanizzo a vedere placcaggi. mi esalto a vedere i narcisi che germogliano. sono piacevolmente stupita da baci improvvisi e di fretta. sempre sonnolenta, schifata da altro e altri. ma sono storie che non meritano menzione.
     
     
    ripenso ad amici che mi dicono di non colpevolizzarmi.
    ripenso a chi mi manca ora.
    e vorrei che begli eventi mi portassero per un po' in un posto diverso, nuovo.
    piacevoli. solo per distendere la pelle, solo per vedere fuori.
    ma va bene anche così. lo so, sappiatelo, sto caricando le pile per quando accadrà. e allora saranno ca§§i.
     
     
    01 February

    nettuno notturna

    sono andata a vedere into the wild, come auspicato il 30 ottobre scorso su queste "pagine".

     

     

      

    ultimo spettacolo ad un cinema di anzie.
    sì, lo speravo, immaginavo che, almeno di striscio, lo avrei beccato da queste mie parti, nella sempre meno amoena provincia. ce l'ho fatta. ho vnto la tensione e son andata in compagnia. il caro vecchio sciòn. il caro vecchio, vecchissimo e carissimo eddivèdder.
    rispetto ai cretinetti coatti locali che parlottavano e ridacchiavano tutto il tempo, sentivo quella voce appartenermi. perché in fondo mi sento parte di uno spirito che ormai fa parte di un passato non lontano, che sopravvive, che oggi è ignorato dai più. e per fortuna, direi. non mi spiace essere tagliata fuori dalla corrente. non mi spiace perché volentieri me ne discosto. non schifata, ma... come dire... insofferente. e mentre penso al grunge, a quel periodo fecondo di semplicità e genuina spontaneità, non posso non riflettere su come mi ha fatto strano quando un ragazzo appena ventenne il mese scorso mi ha chiesto com'è morto kurt cobain (per inciso: dei nirvana ho ascoltato solo nevermind, fin dagli inizi. dopo la sua morte, come mi accade per tutti i megafenomeni, mi sono sentita schiacciata e ho glissato).
    cmq il film fa senz'altro riflettere, ma forse solo chi non lo ha fatto prima. chi lo ha già fatto e continua a cercare le risposte può trarre giovamento dalla condivisione.
    questo conta. condividere.
    la felicità è reale, è vera, solo se condivisa.
    e sì.
     
    31 January

    fate un po' voi...

    era buona, buonissima, ottima, e piena di burro, dannazione! ma ha convinto tuti, anche terry.
    solo che non trovo la fotografia.
    eppure l'avevo fatta.
    che peccato.
    era bellissima.
    va be'...
    27 January

    cosa vi ricorda?

     

    a me ricorda l'infanzia.

    il videodell'riginale mi incuriosiva molto, era divertente.

    anche se trovo molto più bella questa versione dei cap'n jazz.

    w kinsella!!

     

    ...

    ma l'avete riconosciuto questo brano????

    26 January

    al prossimo 6 nazioni....

     

     

    tutti a tifare Scotland!!!!!

     

    21 January

    acrobat

      
     
     
    forse non tutti saprete che in un passato molto lontano, quando ero brillante ragazzina brava a scuola ma decisamente viva e piena di entusiasmo, ascoltavo molte volte questo brano che faceva parte del repertorio di una band all'epoca ancora con un po' di verve. Devo alla traduzione di testi come questi i miei 9 a  inglese. Ma è passato del tempo, molti anni. ora le cose sono cambiate.
    niente più ragazzina brillante, frizzantina, con le idee chiare e sempre disposta a dire la sua. niente 9 a inglese, niente marea di gente attorno.
    però il testo mi ha sempre toccato. me lo ricordo a memoria, anche se non li ascolto più da un sacco di tempo, da quando hanno cominciato a scrivere robaccia.
    visto che sapete bene l'inglese e visto che ci sono anche i sottotitoli in spagnolo, ascoltate, leggete e meditate.
     
     
     
    questa è pure per una persona che mi sta facendo solo male. la cosa più demoralizzante è che nemmeno se ne accorge.
    ma tanto non lo saprà mai.
    11 January

    povera insicura

     
     
    non mi spiego come mai, e ci penso giorno e notte, quando qualcuno parla di un altro e lo definisce un insicuro, questo qualcuno adotti un sorrisetto di sufficienza ad un angolo della bocca. come mai o perché la gente trova soddisfazione nella propria superiorità nei confronti di chi è un insicuro? che è, una parolaccia?
    "Il fatto è che tu sei un'insicura, ed è per questo che cerchi conferme dall'esterno!"
    allora faccio sapere a quest'ultimo elargitore di perle di saggezza che per certe insicure l'esterno non fornisce alcuna conferma a nessun legame, valore, iniziativa, finalità.
    è che, semplicemente, noi insicure siamo occupate a volgere l'attenzione all'interno, contro noi stesse, di cui siamo le più impietose critiche. mica come certi altri che invece stanno a guardare i difetti altrui mentre loro, sentendosela "calda", sparano ca##ate a tutto spiano per fare spot della loro etimologicamente mitica vita!
     
    e poi, oltre ad essere insicura, e quindi abbassi gli occhi, arrossisci, non sostieni lo sguardo, parli poco e a bassa voce, sei timida etc etc etc, sei anche una iraconda irascibile irosa.
    ché, penso io, se non tiri fuori la tua rabbia, sei una corazzata imperscrutabile. se invece manifesti con intensità le tue emozioni, allora "stai fòri".
    bene....
    andassero a magnà le fave
     
     
    a tutti quelli che si sentono come questo mister.