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1月10日 via i malumoripassate le feste, passati i miei malumori.
chiedo venia a tutti, vicini e lontani, ché tutti avete subito in qualche modo, di riflesso, il mio animo cattivo.
rientro a piedi pari nel nuovo anno con una influenza combattuta con tenacia dai miei soli anticorpi e debellata in 24 ore. orgogliosa di me "putente".
auguri inaspettati e ancora non corrisposti da chi, alla fine dello scorso anno, mi ha fatto penare un po'.
passa la befana con una calza essenziale e autodisposta, ma comunque saccheggiata.
mi perdo e mi ritrovo tra dolce stil novo, lingua cortigiana e trovatori.
voglio un anno così. in ricordo dei buoni vecchi tempi... 1月1日 un tempo ridevo soltanto a veder l'incanto di noivale come una metafora per tante cose.
lascio a lui le parole.
a me non ne rimangono. né voglio fare lo sforzo di trovarne.
basta così inizio della fine?lui e lei, sdraiati su un divano.
luci in scena, una, da un angolo.
uno accanto all'altra, si guardano.
lei (sussurrando):
-.. ...
lui:
-Ah, questo sì che era un bel film!
(guardando oltre la faccia di lei, in direzione della luce)
non c'è che dire.
bel modo di dare inizio a un nuovo periodo.
ma magari è un bene, rendersi conto che non siamo sulla stessa lunghezza d'onda, che confessare un sentimento passi in secondo piano. è meglio capirlo così che c'è ben altro prima. peccato per tutto il lavoro che avevo fatto con me stessa per riuscire a venirci a patti, per mettere da parte l'orgoglio.
se ora mi vien da vomitare, come volete che sia, questo 2008? se il buon giorno si vede dal mattino...
questo video è uno dei miei ricordi di bambina. mi incantavo a guardarlo, ogni volta che lo passavano. e ogni volta che lo passavano non potevo fare a meno di guardarlo. m, mi fa venire in mente tante cose.
w david bowie
w le persone che non avrò mai.
aaa 12月30日 rosso di bacco e ciambellineho sempre avuto amici lontani. le amicizie locali, quelle distribuite tra la mia città e i dintorni, in qualche modo sono finite. anche quelle che, all'epoca, mi immaginavo durare per una vita. ci immaginavo grandi, adulti, ancora insieme. quelli lontani li ricordo sempre con molto affetto, anche se la contingenza ci ha separato definitivamente. che poi non è mai definitivo, ma se uno si laurea, trova lavoro e vive in un'altra città in cui si sposa, e questa città poi è Tokyo, si capisce, giocoforza, che il tempo per le altre relazioni è esiguo.
quando ci si incontra per caso dopo anni, è come se tutto fosse come prima. non mi spiego come. non mi spiego come mai potevamo parlare così liberamente e con sincerità delle nostre cose nelle rare occasioni in cui, casualmente, dividevamo un viaggio in treno. eppure...
probabilmente ci unisce un affetto che è rimasto sempre puro. al liceo ci volevamo un gran bene ma questo bene non ha mai trovato forma. forse è questa.... indefinibile... a distanza.
non so perchè sto pensando a c. del resto è dall'altra parte del pianeta.
almeno posso "pensare" a lui.
ora mi si è sciolta la lingua. o dovrei dire i pensieri e le dita?
(pausa)
qualche giorno fa è stato natale.
le uniche cose degne di menzione per la festività di quest'anno sono:
il natale ha come utilità quella di avere molto tempo a disposizione tra una cazzeggiata e l'altra per poter pensare con più calma. fletto i muscoli e sono nel vuoto...è lui! il mio eroe! 12月23日 brutti ma buoooni!Ultimo appuntamento delle avventure culinarie di mazzokki scièf!
un pomeriggio decidete alle 14 di fare dei biscotti, calcolando che alle 16 dovrete uscire.
allora prendete le nocciuole (localmente denominate "nokkie") e pesatene 150 grammi. prendete la stessa quantità di zucchero semolato e due albumi. per chi si ostina a chiamarli "chiare": SI CHIAMANO ALBUMI, TROGLODITI!!!!
allora...
decidete di montare a neve gli albumi, perchè voi, contro quello che detterebbe il buon senso, volete farlo come prima cosa. è un'operazine difficile, piuttosto aleatoria, quindi mettetevi di buona lena con la frusta elettrica.
indolensitevi il braccio. è necessario, se no non esce bene.
nel frattempo meditate a lungo sul fatto che forse, e dico forse, le vostre nocciuole non sono tostate. non c'è del resto scritto sulla bustina. come fare? domandatevi grattandovi la capoccetta... come si tostano le nocciole? e soprattutto, perchè tostarle? mentre vi domandate, vi fa male un braccio e con l'altro vi sorreggete il mento, dubbiosi, abbiate questa trovata: accendete il forno e schiaffateci dentro le noccioule, nella speranza che ben presto si tostino, e cada loro quella pellicina marrone che, in effetti, nei dolci a base di nocciuole non c'è mai.
aspettate un sacco di tempo e spazientitevi, dopo aver battuto gli albumi egregiamente. tirate fuori le nocciuole dopo avere spento il forno e cercate di capire se sono sufficientemente tostate. per farlo, prendetene diverse, cercate di sbucciale e bruciatevi i polpastrelli. fatevi male, è necessario. notate con disappunto che, dopo un sacco di tempo, le dannate nocciuole non sono abbastanza tostate. ripetete il precedente procedimento, mentre, nei tempi morti, preparate la borsa per andare a lavoro e scegliete con cura l'abbigliamento, visto che dopo le allieve hanno la lezione dimostrativa con i genitori.
dopo aver tostato e sbucciato per quanto si può le nocciule, tritatele grossolanamente. a questo punto, mentre rischiate di sbucciarvi le dita già sufficientemente sbrucciacchiate, pensate a come sarebbe migliore la vostra vita se aveste una mezzaluna tagliente, nuova fiammante, anzi no, dal bagliore adamantino. e invece no, non ce l'avete, non l'avete mai avuta e forse non l'avrete mai. a meno che un giorno abbiate il coraggio di entrare in quel meraviglioso negozio la cui vetrina è ai vostri occhi un mondo fatato.
tritato, mescolato con lo zucchero, e inserito negli albumi a neve, il composto va posto (qui si vede la poesia gastronomica mazzokkina) in una pentola di acciaio inossidabile degli anni di vostra nonna. una pentola di quelle che hanno solo un manico agibile, che devi usare 4 presine su un lato per non continuare a bruciarti. accendete la fiamma ma mettetela pianissimo, appena un soffio. mescolate con paletta di legno, a lungo, dolcemente, con pazienza. badate che non si bruci e attendete con amorevole cura per la vostra creatura che questa diventi color ambra, bella densa. l'odore sarà piacecole, se ne frattempo avrete modo di concentrarvi sul profumo del composto e non sulle nocciuole carbonizzate, vittime inconsapevoli del disastro della tostatura. una volta diventato di un bel maroncino caldo e lucido, via dal fuoco. dovremmo fa raffreddare ma sono già le 15,25. il forno è ben caldo a causa della tostatura, e sarà posto precisamente a 165° C, per 15 minuti di cottura. carta da forno sul testo rettangolare, mettete il composto, che dovrebbe essere caldo, ma non troppo, a mucchietti. dovrebbero uscirne 24 ma a me vengono una ventina a causa del bruciore sulle solite dita, perchè il composto non è caldo ma ancora bollente.
infornate e aspettate 15 minuti che trascorrerete preparando i cd della lezione, i cioccolatini per le bambine e vestendovi. dopo il quarto d'ora prefissato, andate e rendetevi conto che il forno era a temperatura troppo bassa. alzate realmente a 165° C e lasciate altri 5 minuti, trascorsi a cercare un rimmel che non troverete mai. spegnete e mirate: faranno veramente schifo solo a guardarli. esperimento poco entusiasmante, ve ne andrete senza assaggiarne uno e convinti di non portarli in dono, come avreste voluto fare. tornate a casa alle 20,30. guardateli che vi fanno un po' tenerezza, che vi aspettano, poverini, per tutto questo tempo. azzannatene uno con rabbia. la meraviglia si impossesserà di voi. soprattutto quando, il giorno dopo, qualcuno, dopo averne mangiato uno, vi chiederà: ma dove li hai comprati?
eh, queste sì che so' soddisfazioni.... 12月21日 sfocata... sì, sfocata senza unon ho voglia di scrivere.
tanti pensieri formulati la notte che non lasciano traccia.
sfocata.
come la mia vista ora, dop un paio di occhialetti nuovi e un astigmatismo a sorpresa.
pazienza.
un anno fa, felice e beata,me ne ritornavo a casa carica di una parte di bagagli. che viaggio, capirai, Roma-Nettuno.
Entusiasta all'idea di ritornarmene a casa, in dolce compagnia e tavola bandita, tristemente e in pochi secondi dopo il mio arrivo, realizzo che sarà un periodo del cazzo anche questo. da alcuni anni, ormai, non c'è tregua.
festività che avrei potuto godermi in panciolle a casa mia o nel tepore di casa sua, oppure a spasso per il paesello, e che invece ho trascorso accanto a un letto di ospedale, a sferruzzare la mia ultima (fiammante) sciarpa.
passato un anno.
stage giornalistico. nessuno commento in merito. spero solo che quelli che si sono arricchiti con i soldi di chi cerca in qualsiasi modo di prepararsi e professionalizzarsi perdano quegli stessi soldi con una bidonata. invochiamo la nemesi, che porti giusta penitenza a quei bastardi. magari con l'aggravante che è pure gente di sinistra. bella vergogna...
spettacolo per il quale non sei pronto se non balli per tutto l'anno e che, oltre a farti fare strambe figure, ti fracassa un muscoletto.
articoli del cacchio per i quali sono più i soldi che spendi in telefonate e in viaggi per andare in redazione a vedere altri che, stipendiati, non fanno un cacchio.
estate troppo breve e poco vissuta. il ruolo di penelope mi sta abbastanza stretto. e mi stresso. pure perchè le spiagge scompaiono.
sconosciuti vengono a turbare il già precario equilibrio fami-domiciliare. mi difendo cominciando a fare miei quelli che prima erano pregiudizi altrui e che ora però sono giudizi fondati. e sono giudizi miei, e non mi interessano quelli degli altri in merito.
passa l'estate e manco me ne rendo conto, dopo una breve e pure troppo angusta pausa oltr'alpe.
lotto con me e con altri.
decisione a lungo rimandata, sulla quale serpeggiano dubbi insistenti.
l'unico aspetto edificante è che...
un sacco di gente non conta un cacchio per me. per fortuna.
e soprattutto,meno male che non sono loro!
certo, il mondo è fortunato ad avere me!
sì, sono sfocata.
ma, come tanta gente, "io ho problemi". quindi se sopportate tutti quegli stronzi che "fanno così perchè hanno problemi", allora sopportate anche me....
12月9日 mantenuta ma filosofasorriso posticcio. fa pena solo il ricordo.
strizza gli occhi e solleva arricciando il labbro superiore scoprendo piccoli denti incastonati in una gengiva da vecchia.
compiaciuta di se stessa, del suo intellettuale fascino, in questa smorfia che vorebbe essere un sorriso soffia con il naso all'insù, conficcato in alto, e parla con un accento di saccente meridionale arrampicatasi ad una laurea in filosofia.
12月5日 niente di personale"non prenderla come qualcosa di personale".
nono.
e che so' 'na persona, io?
12月4日 ma annassero a magnà er saponeTanto lo sapete che sono mesi che ho rodimenti infiniti.
Per tanti motivi. Chi non ne ha?
Allora dopo aver compiuto uno dei più grandi sbagli che possa ricordare in questi brevi ma intensi 29 anni, mi sono rotta le scatoline. è già da un po' che mi stava stretta questa cosa di....
tipo....
no, va be', ma sei rigida, ti innervosisci subito, bisogna fare la gavetta, questo è il modo per imparare, devi coltivare i contatti, vedrai che qualcosa esce fuori...
tutto ciò per giustificare un atteggiamento che io dovrei tenere, e cioè tenermelo in quel posto.
solo perchè sono una persona che non ama scazzare e che incassa in silenzio.
allora, dopo aver mandato chiaramente al diavolo un ex amico, ho fatto la falsa chiedendogli ipocritamente scusa. perchè poi lui ha detto a me ci tiene. io a lui non tengo per nulla e quindi lo prendo in giro così, povero cretino. pensa che io creda davvero alle parole che gli ho detto. invece no. e da me non può aspettarsi più nulla di "vero".
poi capita che mi senta presa in giro a causa della mia esperienza giornalistica. presa in giro? forse è l'espressione sbagliata per il sentimento di fastidio che provo, che mi porta quasi alle lacrime isteriche (fenomeno per me molto comune, da una vita, insieme alla psoriasi galoppante e agli sbalzi di peso).
scrivo quello che mi chiedono, telefono a tutta italia, perdo ore davanti al pc quando mi si fracassa anche l'hard disk. chiamo, richiamo, cerco, scrivo e penso, anche troppo per una vaccata del genere. consegno il pezzo dopo che mi mettono le fregole. Invio e-mail per sapere se andasse bene o meno. silenzio. manco pagassero di tasca loro la connessione che hanno in redazione.
passano settimane. ingenuamente penso che sia ormai stampato, bello e pronto, il numero di dicembre con il mio pezzo (che fa parecchio schifo, a me per prima, vista l'inutilità). invece alle 13,40 mentre a tavola cerco di mangiare la mia zuppa di legumi tra gli isterismi familiari a causa della ultima badante poco efficiente (ma la gente che cazzo ne sa, di quello che vivo dentro casa tutti i giorni?) mi chiamano dalla redazione, telefonata che volutamente ignoro. poi controllo la posta, al nuovo indirizzo da me comunicato loro circa venti volte, da cui ho inviato materiale per il famoso articolo, ma loro sono riconoglioniti, a forza di fare passeggiate a villa ada o andare a grindrìc! quindi l'ulitma mal capitata mi scrive sul vecchio, chiendendomi di rimettere mano a tutta la prima parte, perchè, non so quando, ne ha parlato con il direttore, e che devo sentire un tipo che ha fatto delle cose con loro di cui devo inserire dichiarazioni, a cui devo chiedere immagini e che prima faccio meglio è.
certo.
perchè il numero di qeusto tizio è uscito ora, quando io chedevo loro contatti due mesi fa, e non me li hanno passati. perchè poi loro il tipo lo conoscono, loro non pagano le telefonate da casa propria ai cellulari e soprattutto sono stipendiati per rompere le palle a me.
e soprattutto non mi hanno mai degnato di una risposta, dopo la mia consegna.
quindi la cara vostra dice lei, gentilemente purtroppo, che, l'avesse saputo prima che non andava bene, lo avrebbe rifatto in tempo, ma dopo email senza risposta e dopo settimane, la cara nullafacente non può aiutarli.
che il pezzo lo cestinino,che lo rifacciano, che mettano un altro nome, a me proprio non importa. questo è forse fare la gavetta? perchè così si impara a lavorare, a fare i giornalisti? perchè questo è formativo? e soprattutto corretto, visto che io non ho visto mai un euro bucato? manco epr rimborsare le telefonate fatte da me e gentilmente offerte loro dai miei due genitori pensionati di cui uno ridotto come un vegetale??????
potessi almeno p***iare al vento...
non ce la faccio più, regà.
me vie' da piagne. 12月2日 messicanista all'operaPassato il ventinovesimo.
So di potercela fare.
Dopo aver preparato crepes salate, facendole saltare dalla padella senza farle volare via, e dopo aver creato una crostata alla ricotta terminata in una sola mattinata, tento la spacconata.
Cerco nella rete e trovo un cake allo zafferano.
"Sìsì, lo zafferano ce l'ho, l'ho comprato l'altro dì al discount!"
Allora:
prendete:
200 g di zucchero e 50 g di burro.
qui dovete imprecare dicendo: "Porcazozza, io il burro lo odio!!! Maledizione..." Poi cominciate a schiacciare il burro un po' ammorbidito con lo zucchero in una terrina. e qui altre imprecazioni, dopo che vi si spezza la forchetta a furia di schiacciare e mescolare burro non sufficientemente ammorbito allo zucchero. (ho stoviglie del '15-'18)
aggiungi un paio di uova e mettiti subito ad usare la frusta elettrica, ché non riesci a mescolare bene il tutto
e poi ci va la farina: chi ce la fa? 250 g so' tanti...
aggiungi la scorza di un limone grattugiato, preferibilmente senza grattugiarti le nocche: potrebbero esserci dei vegetariani!
un po' di lievito in polvere mescolato con mezzo bicchiere da vino di latte e mandorle grossolanamente tritate.
ed ora:
voilà, il tocco di sciccheria!
Signore e signori, è arrivato il momento di aggiungere lo zafferano, che avete in dispensa perché acquistato giorni prima al discount.
Arrampicatevi sulla sedia traballante, allungatevi e afferrate tremila boccette prima di rendervi conto che tra paprika dolce, cannella, noce moscata, timo e pepe nero, quello che avete comprato è....
ZENZERO!!!!!!!
O_O
Allora invece di imprecare contro voi stessi, rimediate. siete o non siete ormai grandi scief?
"E io ci metto la cannella e chissenefrega. e sai che ti dico? ci metto la scorza di arancia così faccio il cake all'arancia e cannella... ah, no, porcaput, ho già messo il limone. be', pazienza!"
unisci la cannella, mescola ancora mentre il forno si sta scaldando a 230°C e la tortiera è imburrata (io odio il burro!).
lasciate cuocere l'opera per 20 minuti e poi lasciala freddare nel forno spento.
leccatevi le dita insieme a vostro nipote, vostro fratello e la vostra gatta che in un pomeriggio ne sbranano i tre quarti.
11月26日 tutti strettiè stato nel pomeriggio.
dopo una piggia battente, il cielo si è aperto.
poi, all'imbrunire, densa umidità.
tanti fiori, tante rose bianche.
tante facce contratte.
tanti occhi arrossati e nasi umidi.
e nn eravamo eleganti. 11月23日 bejart e la reginasicuramente più fruibile, soprattutto per chi ama i queen. per par condicio ho voluto postarlo. anche perchè mi rendo conto di avere gusti discutibili. presto però arriverà pure il bolero. e quello lo vedo davvero estenuante... preparatevi! 11月22日 voglio ricordarlo così
è morto maurice bejart. più che le sue ultime creazioni in cui coreografava sulla musica dei queen o per ricordare il suo amico versace, preferisco ricordare quelle così. lo so che è pesante ma cercate di resistere 'ché state vedendo due mostri sacri: eric vu an e sylvie guillem. 11月15日 forseforse dovrei farmi un pianto, di quelli da diluvio, da male alle tempie, rivelatore.
anni di cose tenute dentro, strozzate, inchiodate nei pugni serrati anche la notte mentre dormo.
mentre un compagno del corso mi abbraccia per prendermi in giro per la mia ultima cretinata, mi si riempiono gli occhi. ma ridiamo. ricaccio indietro tutto. ma ci vorrebbe proprio. e magari con persone che di tutto 'sto nero che mi porto dentro serrato non sanno niente. 11月14日 ultimo ricordoun pomeriggio d'agosto, solita spiaggia in via di deturpamento ad anzie.
d.,d. ed io.
è tanto che non vediamo d., che sta ancora in Olanda a lavorare per la Nato, ma che all'improvviso si fa vivo. ce lo portiamo al mare, al solito vecchio musichiere ormai pieno di coatti in via di fricchettonesimo scimmiottante.
d. riflette ad alta voce e ci rigira delle domande che pone continuamente a se stesso in merito al lavoro che sta svolgendo all'aja. rimugina e si interroga. ci interroga. ma io non so nemmeno cosa rispondere. o meglio, nella sua situazione anche io mi porrei le stesse questioni morali, e sarei combattuta. quindi, come lui rimango a domandare e a "strozzare" sospiri.
decidiamo di fare una lunga camminata, tutti e tre. lasciamo solo gli asciugamani e qualche altra cosa, e ci incamminiamo verso un punto lontano che indica d.m. "Arriviamo a tor caldara?". e tutti e tre andiamo. si cazzeggia. "Ci sposiamo" "Oh,regà, ma davvero??" "Eh sì, aspettiamo" "ma no, non ci posso credere" "Come no?! non vedi che pancia?" "Veramente no, sei piattissima..." "hehehhe, e infatti è uno scherzo, non è vero niente!heheheh" "heheheheehhehe"
(scherzi del cacchio)
cammina cammina, passiamo per spiagge mai visitate, niente affatto stracolme, anzi. con poche attrezzature, musica che non disturba, nessun rifiuto e un insolito profumo di mare al mattino presto.
arriviamo a tor caldara dove il percorso si fa un po' più difficile. sassolini, scogli e conchiglie in frantumi. andiamo oltre, ci arrampichiamo. vediamo il lido di lavinio in lontananza e loro decidono di fare un tuffo. io rimango ai piedi dello scoglio, da brava cozza, mentre cerco conchiglie e trovo due paguri. "Due paguri, due paguri!!! Guardate!!! So' viviii!!!!" Escono dall'acqua e guardano ammirati e divertiti le tre bestiole.
torniamo lentamente indietro a goderci il sole che ci abbraccia alle spalle, mentre d. sente un leggero fastidio sulla pelle. "Secondo te mi sono cotto?" "Mhhh... non hai messo la crema? e da quanto tempo non prendevi il sole? mhhhh.. appena arriviamo agli asciugamani ti metto la mia crema anche se penso che sia troppo tardi..."
"ma quanto avremo camminato?" "Bo', tre km" "seee" "eh, ma c'abbiamo messo un botto"
.....
.....
tre individui sdraiati in silenzio inebriati di brezza, risacca cullante e sole che si inclina.
"Oh, regà, me sa che ce ne dobbiamo andà, me sa che è tardi..."
.
donato...
ti ricordi?
è che ora... non so come pensarti. ho ancora davanti agli occhi il giorno in cui ti ho conosciuto, in quella stessa spiaggia, a fare il bagno tutti e tre e a guardare continuamente a riva verso le nostre cose. oppure quella sera di giugno, dopo la tua specialistica, a bere vino da attuvo....
vedo ancora il tuo singolare profilo e il tuo modo gentile di parlare.
penso a sandvo che ci racconta a san lorenzo una sera la storia di te che vai in giro per l'aja di notte a cercare la tua bici rubata, che ci descrive il tuo appartamento. oppure quando ci raccontavi di quella del tuo palazzo e delle pose che assumeva per fare il carico della lavatrice e che ti mettevano ko. oppure quando... "Regà, ve posso fa' una domanda?"
non so come pensarti ora.
non so come pensarti, ora.
11月12日 "però!"Mi vergogno un po'. Tanto, anzi. Ammettendolo, ci rimetto la faccia. Ma sapete che sono sincera e onesta. Non riesco a mentire.
(e sarebbe ora che imparassi, comunque)
Vi sconvolgerò. Qualcuno d'ora in poi farà finta di non conoscermi, si volterà altrove quando mi vedrà per strada.
Sedetevi.
Era un noioso e vuoto pomeriggio di autunno inoltrato in quel di casa mazzokki a nettunzio, quando una giovane quasi 29nne giaceva ammorbata su un divano vecchio e scomodo, con gli occhi semichiusi e la mandibola scesa. un indice ancora vitale digitava e zappava da un canale all'altro, andandosi a fermare, richiamato da un ritmo incalzante e piacione, un po' estivo un po' gggiòvane.
le immagini scorrevano colorate e vibranti. La nostra non capiva bene di chi fosse il brano, le voci erano diverse e il volume troppo basso. poi aprì bene bene gli occhi catturati da un certo tipo che ballava, si strusciava, sorrideva, cantava. e la nostra pensò: "Però! Mortacci... messo bene!"
...
...
risvegliata dai suoi ormoni ballerini, la sbavante mise a fuoco la scritta a fine video.
quello era un tale ricki martin. come dimenticare quando, anni addietro, alla sola pronuncia di quel nome, la nostra scriveva nel libro nero il nome delle cretine che, adoranti, lo citavano?
e c'era cascata pure lei.
ma magari perchè ora, invecchiato un po', il suddetto pare un po' più maschio e meno femminuccia...
bo', non so. fate voi.
dite pure, senza esitare, che sto invecchiando. 11月9日 I fell on black daysridendo e scherzando, qualcuno da mesi mi rimpe le scatole invitandomi a lasciare questo tetto, necessariamente in veste bianca e con l'anello al dito, oppure a fare qualche pupo, ché l'età (la sua e la mia) avanza. Io allora mi inalbero e mi innervosisco, soprattutto se poi, per strada, vedo persona presuntuosa e saccente che si trascina dietro sua figlia di quasi due anni, mentre la mamma fa la fricchettona che vuol sembrare più giovane di lei, e che nella vita dopo la laurea non ha fatto molto di più che farsi sposare da uno abbiente (come lei del resto) e lavorante. se avessi case e terreni sparse per l'Italia, andrei anche io in vacanza ogni mese. Se avessi qualcuno che mi dà una casa in centro di cui non pago l'affitto, anche io farei la casalinga e madre gggiòvane. se avessi uno che mi campa con un contratto a tempo indeterminato statale, anche io farei la fricchettona. allora che non mi si rompano. perché sono stufa già da un pezzo e non è colpa mia se le cosa vanno così. i primi ad essere responsabili sono proprio quelli. il prossimo cinquanta/sessantenne che ha la sua bella pensione, e che ha lavorato perché all'epoca lavoravano tutti, me lo mangio. anzi no, ché la carne fa schifo. diciamo che comincerò a togliermi qualche soddisfazione. magari loro, che di lotte ne hanno fatte tante, sapranno dirmi cosa fare. qualche molotov, qualche attentato, magari fare fuori lor o per prenderne posto. che ne dite? che amarezza... sempre a lamentarsi coi giovani, come se non fossero loro ad averci fatto trovare quasta società di m...a. come se fossimo stai noi a farla andare a p....ne prima ancora di essere nati.
il tempo è nuvoloso e ventoso e mi girano. ma da mo'!!! 11月5日 PENDOLARIA: ne vogliamo parlare?passa un anno
dopo che io, entusiasta ma intimidita, contenta inizio l'avventura alla nuova ekologia come stagista.
pensavo: chissà come sarà bello, quante cose imparerò, magari riuscirò a lavorare, finalmente!
e invece vengo assoldata con cicci per questa foto di copertina. bellissima estate di san martino...
passa un anno.
sto cercando di fare un articolo del cavolo sul bambù, che qualsiasi personaggio lì assunto e retribuito potrebbe scrivere anche senza guardare lo schermo.
invece, forse, se si ricordano di avermelo chiesto, devo farlo io.
poi mi contatta una ragazza di quelli che è lì, della direzione di legambiente.
"Se vieni ci fa molto piacere, un abbraccio, mari"
sono quasi commossa. una delle poche persone disponibili con cui parlare davvero che ho incontrato. commossa perchè si ricorda di me, anche per una cretinata simile (a cui ovviamente non parteciperò, visto che nessuno mi hanno mai dato un euro per le cretinate che ho scritto)
MA ALMENO MI AVETE INTRAVISTO???? |
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