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30 settembre

invisibile, come sempre...

 

 

...quando è tardi per dire che non spravvivo.

invisibile o forse è solo una mia immagine....

(nn ho trovato il video ufficiale per la versione italiana.  peccato...)

29 settembre

Ska§§o

Ska§§o
 
 
 
 
 
 
 
Non c'è bisogno d'aggiungere altro  
O forse sì.
 
 
27 settembre

anninola, la pioggerella e gli sparklehorse

 
  
 
 
Porto alla dottora le mie fantastiche analisi con un chilo in più (MALEDIZIONE!!). Contenta, allegra e ridarella faccio quattro chiacchiere con lei. Siamo entrambe soddisfatte (oddio, io un po' meno, visti i 54, DANNAZIONE!!), ma è solo un chilo e, riprendendo a saltellare dalla prossima settimana, posso eliminarlo in poco tempo.
La visita dura relativamente poco, non aspetto neanche un minuto, pago con biglietti da 10. Torno a prendere la macchina ma sbaglio strada. Faccio il giro dell'isolato e scorgo da una finestra una figura che vorrebbe essere nota ma non riesco a decifrare. Decifrata, penso: "Ma come si fa a ridursi così e continuare ad avere quella faccia tosta? Qualcuno mi spieghi da dove nasce quella sua albagìa, ma soprattutto come possa permanere."
Nel frattempo riprendo l'auto, imperlata non di sudore ma di pioggerella.
Gli sparklehorse riprendono a cantare con la loro delicata sonnolenza e penso che finalemente sta arrivando l'autunno.
26 settembre

L'amante? Mh, Aracoeli

Ho fatto un po' di scorte, il mese scorso. Ho preso un sacco di libri, vecchi, vecchissimi, usati, macchiati. I titoli più vari. Il primo fatto fuori è Aracoeli di Elsa Morante. Non è stata una lettura semplice. Il romanzo è ricchissimo, pregno. Toccante, struggente. Certo che gli scrittori di oggi non valgono un fico secco, e mi domando come facciano a vincere il premio Strega, lo stesso che diedero a lei nel 1957 per L'isola di Arturo. No, perchè 50 anni fa veniva premiata un'autrice come lei in grado di scrivere certi capolavori, mentre oggi vince quel famigerato premio gente come Ammanniti o Mazzantini.
Perché ormai un ibro non è più un romanzo, un'opera, un'atto creativo di un talento, ma soltanto un prodotto da vendere.
(Ed io non ho parole, e mi riprendo pure la d eufonica!)
Insomma, sono rimasta schiacciata da questo romanzo. Ci ho messo un po' a riprendermi. Ho pensato e detto a Qualcuno: "La prossima lettura sarà Novella 2000!".
Invece sono scivolata su L'amante di Marguerite Duras.
Ricordo una mia vecchia insegnante di danza, non molto più grande di me, che anni e anni fa si riempiva la bocca di lodi per la fotografia del film tratto da questo romanzo. Pellicola che io ho visto da grande e che francamente non mi ha lasciato nulla, né fotografia, né storia, né attori. Solo un certo fastidio.
Cerco di andare a fondo leggendo il libro. Poche pagine per raccontare poco.
Bah... Forse sono una che deve leggere mattoni, e basta.
Che vi devo dire?
24 settembre

a te che non leggerai mai

  
da te nessuna risposta, ormai.
nessuna parola, nessuna frase, nemmeno per farmi credere di essermi sbagliata.
mi domando se ripensi mai a quel periodo.
se pensi mai a me.
chissà se sai quanto mi sei rimasto dentro, e quanto mi fai male ora. 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
a marlon, ovunque sia, qualsiasi cosa faccia, benchè non mi voglia più
 
21 settembre

ieri notte

ieri notte avevo voglia e ispirazione per scrivere. oggi no. oggi ho solo la voglia di rimettere qualcuno al suo posto. e mi sa che ci sono riuscita, visto che alla mia e-mail col cavolo che se la sente di rispondere, il mio amico D che ha fatto il sito e mi dice di andare a vedere... Come no!? 
20 settembre

White Chalk!

Dite pure quello che vi pare. A me questo album piace già tantissimo. Ce l'ho solo da due giorni ed è già mio. Certo, è diverso dal mio adorato Stories from the city, stories from the sea, ma ha qualcosa che me lo rende più affine. Mi appartiene. Sarà il contesto storico??
Ma come canta bene?
Ma come studia bene, con la sua voce?
Ma quanto è elegante?
Ma come è coerente con se stessa?
Ahò, mica sta a pettinà le bambole!
E soprattutto, la PJ mica se sente "il parto delle nuvole pesanti"!!
 
 
 
   Regà, se viene a Roma, ci andiamo!!!!!! 
16 settembre

segreteria, dolcissima segreteria!

Giovedì.
Pronta per andare alla nuova lezione a Roma Tre, ne approfitto mentalmente per andare alla segretera della mia amata facoltà alla Sapienza e ritirare un documento serio. Vado e rimango a bocca aperta e occhi sgranati. Nel solito posto in cui, da decenni, vigeva la legge del "Appena aprono, chi s'è visto s'è visto, io m'infilo!", ho trovato un tangibile segno dei tempi che cambiano. Oltre ad avere tanti piccoli inutili e vergognosi corsi di laurea, come ad esempio Scienze del Turismo e Scienze della Moda, abbiamo un "elimina-fila" elettronico. Ancora lì a bocca aperta nel vedere la fiumana di gente sparsa ovunque e la segreteria aperta prima del tempo, articolo qualche parola per farmi spiegare cosa fare. Riprendo i sensi e conoscenza, premo il pulsante, afferro il numerino cartaceo. Sono le 14.10 e ho già 227 persone davanti.
Non ce la farò mai. E pensare che quando non c'erano i numeretti ed eravamo centinaia, col mio scatto riuscivo a cavarmela con non più di 12 persone davanti. Eh, i tempi sono davvero cambiati!
Mi piazzo accanto al robottino osservando divertita le facce di quelli che, dopo di me, prendono il numero e quasi svengono. In poco più di 20 minuti vengono superate le 350 persone. Tanti poi non sanno quale bottone premere. E pensare che, su tre pulsanti, solo uno è illuminato con scritto accanto "Servizio segreteria"! Ne ho schiacciati per diversi individui. E io che credevo di essere un'imbranata...
Ad un certo punto, all'ennesimo sconcertato sguardo prima sul foglietto, poi su di me, ci mettiamo a ridere e le dico: "Coraggio..."
Passano pochi munuti. Torna. Mi guarda e dice: "Facciamo a cambio. Io devo aspettare." E ha un foglietto in mano spegazzato che io guardo. Lei mi guarda e sorride. Io guardo lei e il foglietto, non credendo ai miei occhi. Mi dà il 93!
"Ma (che) davvero? Oddìo, GRAZIE!!!"
E contenta e svolazzante, col mio numerino, mi piazzo su una sedia vuota, lasciandomi alle spalle le altre tre che erano accanto a me ma che non sono state scelte dall'angelo dagli occhialetti rossi. Alle 15 sono fuori.
Miracolo alla Sapienza.
Per diritto di cronaca, il giorno dopo andrò a parlare con il prof semidecrepito grazie al quale quasi tutti noi al liceo abbiamo potuto fare decine di interrogazioni di storia fatte bene. Parleremo e concluderemo che, per quello che vorrei fare io, non può aiutarmi. Ma non mi fido: con tutto il rispetto, il prof. V. mi pare un po' anzianotto e magari, tra tutte quelle date e personaggi, si confonde. E invece no. Tornerò a casa e perderò qualche ora davanti al pc decifrando tabelle e codici. Avrà ragione. Con il mio bel documento importante me ne tornerò martedì per parlare con altri. Pazienza.... e soprattutto, speriamo bene!
12 settembre

poche impressioni di settembre

  1. Lunedì sono stata a Napoli. Con la scusa di un colloquio, ho preso il treno e sono andata. Più per vedere la città che per altro. E la sensazione stavolta riesco a definirla. Napoli mi accoglie, mi abbraccia ogni volta che vado. Mi sento perfettamente a mio agio, anche quando rimango atterrita da quello che vedo. Come se ne facessi parte. Artisticamente florida, ricca, maestosa, è allo stesso tempo così popolare e modesta che posso sentirla mia. Non mi schiaccia. Tutt'altro. 
  2. Quello che mi schiaccia è la mia incapacità di vivere serenamente, o meglio, di riuscire ad affrontare le difficoltà senza infastidirmi. Mi domando dove sia andato a finire il mio ottimismo, la mia delicatezza. Probabilmente non li ho mai avuti. La mia autostima vacilla paurosamente. Il fatto che ci sia una reazione è però un bene, anche se si tratta di reazioni "forti", di terremoti.
  3. Non ho assolutamente fiducia nella psicoterapia. Anzi, nelle persone che la praticano. Francamente ne faccio a meno. So cavarmela da me. E poi ho l'amore di amici così speciali, intelligenti e profondi che nessunissima psicologa specialista in disturbi alimentari potrebbe mai eguagliare.
  4. Mi vanto di stare bene, di non aver usufruito mai di una visita specialistica alla asl di dove vivo e di fregarmene talmente tanto della burocrazia da non sapere dove si paghi un dannato ticket.
  5. Stavolta non è colpa mia. Davvero. A giugno decido di fare la tesina del corso di perfezionamento col prof di editing e revisione il quale mi scrive di porporgli un argomento legato al mio campo di studi. Ci penso tutta l'estate. Trovo l'argomento, glielo propongo e lui mi risponde che non trova legami con l'editing e la revisione, e che, avendo parlato con la direttrice del corso, devo trovare un tema attinente all'argomento trattato a lezione. Rimango in silenzio a meditare.

Sono solo impressioni, mentre vanno i sigur ros e ripenso al lavoro che ho ritrovato. Chiamatemi pure "maestra" Anna.

   
08 settembre

la fine dei giochi

Quando l'estate scema, quando i villeggianti si sono tolti definitivamente dalle scatole, la mia ridente cittadina della costa laziale si re-inventa. Nuova manifestazione, Rifrazioni: una tre giorni in cui viene lasciato spazio alla musica e al teatro, in giro, per i borghi della città. Non ci si improvvisa mica, no... C'è chi fa anni e anni di teatro in Italia e all'estero per non saper comunque recitare, e ancora non si rassegna, seppure superata la soglia dei trent'anni. Ci sono i soliti fricchettoni che dopo anni e anni a Londra, loro, gente di mondo, non si sa perchè poi tornano in questo posto, dandosi arie ma mostrandosi completamente privi di qualsiasi capacità e qualità. Poi ci sono i fantastici pseudointellettuali importati grazie a colonizzazioni di terre meridionali, conciati come pagliacci, ma dal cipiglio serio, coinvolto e impegnato. Poi ci sono quelli che sono felici che in questa amena località si faccia qualcosa. Non tutto è di qualità, purtroppo, ma spesso ci sono sorprese. E per fortuna posso condividerle con qualche amico, uno di quelli di sempre, con cui posso camminare, chiacchierare e ridere, senza quasi accorgermi che sono passati 10 anni.