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30 giugno

Pessimismo e fastidio

 
Difficile trovare le parole per dirlo.
Uff...
Sensazone di fastidio, noia, disinteresse, abulia.
Nessuno stimolo rivolto al presente e al futuro.
Irritazione.
Sì, mi annoio e stufo facilmente di persone, situazioni e cose.
Ho alti e bassi vertiginosi.
Non mi fa per niente bene non avere nulla di concreto a cui dedicarmi.
E smanio da morire. 
29 giugno

Perché querido Mexico

 
Perché quando andai in Messico, mi si ruppe la macchina fotografica che si aprì e rovinò il negativo. Siccome nessuno ha potuto vedere i luoghi che ho visitato ormai, ahimé, due anni fa, ho pensato di usufruire di youtube per farvi arrivare qualche immagine. Madre mia, che nostalgia rivedendo quei posti! Che effetto strano! Non so com'è, ma davvero mi pare ieri...
27 giugno

ed ecco a voi Gamba di legno!

Non mi dite che non sono più la gheparda di una volta, tantomeno che comincio ad avere una certa età: potrei sputarvi in un occhio o, più semplicemente, rispondervi "Parla per te, che mi sembri mia nonna, bugiarda mantenuta e grassa". Però, in effetti, qualcosa è andato storto, tanto che il mio bel culetto porta ancora su di sé i segni di ripetute iniezioni di antidolorifico. Come si può lacerare qualche fibra muscolare del femorale destro il giorno prima dello spettacolo? E quanti pencher ho fatto in vita mia senza essere calda al punto giusto? Ora che ci rifletto, non molti, visto che la mia ex-insegnante non mi faceva mai fare nulla di veramente difficile... Ed ecco allora che mi sono fatta prendere dalla foga, dall'euforia e dalla contentezza di ballare soddisfatta della coreografia, e ho "spaccato troppo". Be', pazienza. Per la prima volta un infortuno e, come sempre, ho tranquillamente stretto i denti. Alla faccia di chi domenica è venuto a vedere lo spettacolo e non è nemmeno venuto a salutarmi. Troppa invidia, senz'altro.
Ed eccomi qui, in parte in vacanza, in parte pendolare, in parte collaborante, in parte desiderosa di poter prendere qualche decisione. Smania? Non ancora. In attesa che il mio topo gigio mi dia direttive concrete, sogno di ritrovare una casa perduta, mentre al risveglio mi organizzo per raggiungere un amico caro un poco distante, nonostante la gamba di legno reclami la convalescenza di 15 giorni.
09 giugno

«Anscianté....»

 
 
Un nuovo appuntamento de 
 
"Le singolari avventure di anninola"
 
Dopo tre lezioni saltate all'Istituto Cervantes, un po' per colpa mia (stanchezza/pigrizia/imprevisti) un po' per le feste comandate (il 2 giugno), eccomi di nuovo a Termini sul treno del ritorno, pronta alla volta di Nettuno, intenta a sistemarmi su un comodo sedile accanto al finestrino con vista sui Castelli Romani (ricordi di una vita precedente).
Ed ecco che, all'improvviso, lui s'avvicina. Mi chiede il permesso di sedersi. Prima di fronte a me. Poi, il sedile è mezzo rotto, me lo ritrovo accanto.
E da lì un fiume in piena di domande e commenti su tutto.
 
Ve la faccio breve, ho pietà di voi.
 
Tra un
- Cosa fai nella vita?
e un
- E oltre a ciò?  
ancora un
- Di dove sei? E oggi che fai? 
e poi:
- Ma io ti avevo già notata più volte su questo treno.
 
Mentre spizza ciò che scrivo e leggo, e fa domande al riguardo (- Che vuol dire questo? Non mi ricordo niente di spagnolo, mannaggia!), il suo sguardo niente affatto discreto cade sui segni di una colluttazione tra me e Micia Diana che ho sul braccio destro.
(lui) - Hai un gatto?
(io) - Sì, una micia.
(lui) - Cattiva, eh?
(io) - No, è un po' aggressiva ma non cattiva.
(lui) - Come la padrona?
(io) - ????
(lui) - Fammi vedere bene gli occhi: sei buona o cattiva? Gli uomini, li fai soffrire? Come li tratti?
(io) - ???...No, non li tratto male..... non mi piace far soffrire la gente...... ??? 
 
E qua la situazione rischia di degenerare finchè giungiamo al momento fatidico.
 
Poco prima della sua fermata, il tipo (di cui taccio il nome, perchè poi me lo ha detto e si chiama Angelo) fa lo "sgargiuolo" e abbozza un intraprendente 
- Se vuoi tu lascio il mio numero.
Io, pronta e controllata, rispondo con un altrettanto "sgargiulo" oltreché noncurante
- Non ce n'è bisogno, dai...
e lui, con l'occhio furbetto, mi fa:
- Sì, ci rivedremo, vedrai!
Mi porge la mano in segno di saluto.
Gliela stringo per cortesia e rispetto umano.
E lui fa:
- Piacere di averti conosciuta...
 
Poi stampa le sue labbra sul dorso della mia manina prigioniera di un obsoleto e fuoriluogo baciamano, sussurrando, galante, un maccheronico "Anscianté....".
 
E grazie a Dio (e a tutti i suoi sinonimi) se ne va.
 
 
 
 
03 giugno

le prove di domenica... che grande invenzione

per non pensare che piove che pare novembre, che fa freddo e io stavo facendo il cambio di stagione; che la micia mi sta appesa al polso sinistro e non riesco a scrivere; che domani andrò in giro per locali per vedere se nei prossimi mesi potrò raggranellare qualche misero euro e occupare il tempo; per non pensare che il nuovo ristorante messicano che aprirà al borgo si chiamerà puerto "escondito" (sì, avete letto bene, con la t); che sono mesi che non studio bene classico, che sono fuori forma e cicciottina, e che però a nessuno interessa farmi fare belle lezioni e tornare in forma; che ci sto dentro solo perché basta la mia presenza per fare numero; ed ecco qua le prove di domenica 3 giugno... ma almeno non devo pensare che le cose potrebbero andare meglio....
maledizione!
 
02 giugno

un sabato inutile. o forse no.

"Per te che vai cercando....."
Eccoci qui. Un giorno di festa, un giorno qualsiasi, un sabato come gli altri, o magari poco diverso. Stessa gente in giro, solito traffico, soliti locali quasi pronti per l'apertura e la solita folla. Tutti vestiti d'estate, tutti in forma e lustri. Tutti con il gelato, tutti con l'abbronzatura e mille mamme giovani coi pupi.
Solito giorno in cui smanio come una tigre in gabbia, in cui i pensieri fanno fumo dalle orecchie, dagli occhi e dal mio magnifico e importantissimo naso. Uno di quei giorni in cui qualcuno ti ricorda che fai parte non del suo mondo ma del suo contorno, di quella catena di eventi e persone che ruotano attorno a lui. Anzi, neanche più questo. Perchè c'è tempo per tutti, per fugaci incontri in cui fare quattro chiacchiere, vale a dire parlare di sé e con sé guardando in faccia un altro. Ma non per me. Per me neanche questo, e forse è un bene.
 
Avevo pensato di mandarti un sms bastardo, ma il cellulare è senza una lira e le tabaccherie qui intorno chiuse. Avevo pensato di telefonarti e prenderti per il culo, e così è stato. Sarà sempre così. Tutte le volte, se capiteranno mai, visto che tu hai da fare cose e vedere gente, sarà così. Non sai quanto sia triste vedere dal di fuori quanto vuoto hai che vuoi celare dietro a mille incontri, mille concerti, mille film, mille persone "fighissime". Non hai tempo per me, soprattutto se sei in compagnia, non hai tempo per mandare una e-mail, ma hai tempo per tanti altri di cui ti ho sentito dire. Hai tempo per invitarmi nella tua meravigliosa città che è bellissima, fantastica, a miglialia di km da qui, che a me non piace ma che "Ma tu ci sei mai stata?".... Ma me ne frego della tua città metropoli, e soprattutto me ne frego di te che sei lì. Come ti è venuto in mente? E poi che invito è :"Se volete venì, ho da ospitarvi". Non sono un'appendice.... nè di te nè del mio compagno.
 
Con una punta di cattiveria che in questo ultimo periodo mi contraddistinue da gente come te, fighetti che fanno i poveri intellettuali sinistroidi figli di papà e mamma, ti auguro quello che più temi e che nascondi molto molto male. Altezzoso, critichi di altri tante cose, tra cui il non saper stare soli. Sei l'unico idiota a non esserti reso conto o a non voler ammettere che questo invece è un tuo difetto. Ti auguro di renderti conto di quanto tu sia solo, in realtà, e senza speciali qualità; di quanto tu sia banale, nonostante tu stia da una vita affannandoti a convincere il mondo del contrario. Continua pure, te lo meriti. Sei solo tu quello che cerca di aggrapparsi.... non ti rendi conto che non fai affatto la differenza. Non sei migliore di coloro che hai criticato.
 
Mi domando solo come tu possa guardarti allo specchio, dopo aver guardato loro negli occhi...
 
Forse è un sabato diverso.
Non ho bisogno di te nè di trattarti male.
Non fai la differenza, non sei niente per me.
E questo è solo merito mio.