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25 febbraio Mh.era molto che non ricordavo quanto fosse pesante la stanchezza mentale.
dopo aver gettato la spugna per la terza volta nell'arco di due ore, in una mattinata nebbiosa e stranamente immobile, siedo davanti a una tazza di tè e solo dopo alcuni secondi realizzo di avere sguardo fisso e mascella serrata. silenzio. che dura a lungo, anche se non sembra.
ripresa, mi dico che vorrei tanto staccare, andare a vedere l'ultimo dei Cohen, trovarmi a un concerto, in estate, con centimetri di pelle all'aria, sull'arenile caldo, a mangiare, a partecipare a pranzi luculliani.
manca meno di un mese a pasqua. non me n'è mai fregato granchè, ma ora mi manca. mi mancano quelle passate. mi manca un certo riflesso della luce del sole nel pomeriggio di un pranzo affollato familiare, mi manca il paesaggio lepino, mi manca il dialetto rozzo dei miei parenti, mi manca la concretezza.
non voglio lasciarmi consumare da questi libri.
questo brano si commenta da sé. prendetelo come significativo almeno in parte.
ho voglia di franzia, ho voglia di aquitania, di paesaggio bretone. ho voglia di un po' di tutto ma soprattutto di vegetazione.
di una sensazione condivisa di germogliazione primaverile.
non so....
non so....
sono solo stanca, ma con tanta carica in corpo.
difficile da capire ma altrettanto difficile da spiegare, in primis a me stessa
17 febbraio months...
per tutti voi. per roberto in particolare. non so di cosa si tratti, roby, ma ti ricordi il maggio di sei anni fa? io me lo ricordo bene. c'eri tu, annamaria, federica (che non so che fine abbia fatto). eravamo spesso su panche nel nostro corridoio. ci conoscevamo solo per caso. ma quel momento io l'ho condiviso con voi, e non potrò mai dimenticare la bellezza dell'essere ascoltata, compresa. e ho avuto la fortuna di viverlo ancora con altre persone amorevoli. e allora.... febbraio, maggio, ma anche giugno, dicembre, ottobre. capita sempre. buono e cattivo tempo. it's time to make a messtra poche ore ci sarà da divertirsi.
dovrei andare. temo che se non andrò ciò mi si ritorcerà contro. sarò quella paranoica, quella cattiva, e di conseguenza gli altri...
ma non voglio. non mi va di sforzarmi. soprattutto non mi va che mi sia dia della nervosa. cacchio, non lo sono. sono soltanto ferita. ma è così difficile da capire??
può essere così insensibile? e soprattutto io quand'è che reagisco come qualcuno comanda?
maledizione.
mi ripropongo di non dirgli più niente, di risolvere le mie fissazioni da sola, di non far trasparire nulla.
è inutile fare l'immane sforzo di tradurre emozioni forti in parole che non provocano alcuna reazione.
diciamolo, mi sto tirando indietro a poco a poco.
mi dispace.
tanto.
ma non è solo colpa mia.
va be', ho mostrato il fianco, e me la prendo in saccoccia.
ora mi eserciterò a fregarmene, cercando di prendermi cura del mio stomaco e pensando che presto passerà.
e ricordando quanto mi piace questo brano e quanto mi piace tom, e quanto sono stata felice di conoscerlo.
felice, entusiasta. l'adoro. fino alle lacrime. 09 febbraio aide jano!
sì, è più di un anno ma non riesco né volgio scrollarmi di dosso la fissazione epr queste musiche. oh. e chi non apprezza non capisce un fico!
ultimamenteultimamente traspare poco di quello che faccio, e quando incontro uno per caso dopo tempo, cosa che accade assai di rado, non mi va di rispondere alla classica domanda di routine. anche perché mi secca. perché definirmi attraverso quello faccio? che senso ha, che senso? che importa? vivo comunque bene, serena nonostante tutto...
diciamo che comunque non è male se le persone si interessano. mi spiace solo non poter parlare di elementi particolarmente concreti. vivere in balìa degli eventi non è il massimo. ad ogni modo i giorni stanno passando tra cielo azzurro e mare scintillante di cui non posso godere liberamente. mi barcameno tra lezioni di danza che mi fanno male alla gola, lezioni di jazz e classico che mi stanno (finalmente) scolpendo, nonostante il disordine alimentare. ho a che fare con ittiti e italianisti altezzosi. pazienza. l'importante è non cadere nel loro stesso errore. mi galvanizzo a vedere placcaggi. mi esalto a vedere i narcisi che germogliano. sono piacevolmente stupita da baci improvvisi e di fretta. sempre sonnolenta, schifata da altro e altri. ma sono storie che non meritano menzione.
ripenso ad amici che mi dicono di non colpevolizzarmi.
ripenso a chi mi manca ora.
e vorrei che begli eventi mi portassero per un po' in un posto diverso, nuovo.
piacevoli. solo per distendere la pelle, solo per vedere fuori.
ma va bene anche così. lo so, sappiatelo, sto caricando le pile per quando accadrà. e allora saranno ca§§i.
01 febbraio nettuno notturnasono andata a vedere into the wild, come auspicato il 30 ottobre scorso su queste "pagine".
ultimo spettacolo ad un cinema di anzie.
sì, lo speravo, immaginavo che, almeno di striscio, lo avrei beccato da queste mie parti, nella sempre meno amoena provincia. ce l'ho fatta. ho vnto la tensione e son andata in compagnia. il caro vecchio sciòn. il caro vecchio, vecchissimo e carissimo eddivèdder.
rispetto ai cretinetti coatti locali che parlottavano e ridacchiavano tutto il tempo, sentivo quella voce appartenermi. perché in fondo mi sento parte di uno spirito che ormai fa parte di un passato non lontano, che sopravvive, che oggi è ignorato dai più. e per fortuna, direi. non mi spiace essere tagliata fuori dalla corrente. non mi spiace perché volentieri me ne discosto. non schifata, ma... come dire... insofferente. e mentre penso al grunge, a quel periodo fecondo di semplicità e genuina spontaneità, non posso non riflettere su come mi ha fatto strano quando un ragazzo appena ventenne il mese scorso mi ha chiesto com'è morto kurt cobain (per inciso: dei nirvana ho ascoltato solo nevermind, fin dagli inizi. dopo la sua morte, come mi accade per tutti i megafenomeni, mi sono sentita schiacciata e ho glissato).
cmq il film fa senz'altro riflettere, ma forse solo chi non lo ha fatto prima. chi lo ha già fatto e continua a cercare le risposte può trarre giovamento dalla condivisione.
questo conta. condividere.
la felicità è reale, è vera, solo se condivisa.
e sì.
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