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26 novembre tutti strettiè stato nel pomeriggio.
dopo una piggia battente, il cielo si è aperto.
poi, all'imbrunire, densa umidità.
tanti fiori, tante rose bianche.
tante facce contratte.
tanti occhi arrossati e nasi umidi.
e nn eravamo eleganti. 23 novembre bejart e la reginasicuramente più fruibile, soprattutto per chi ama i queen. per par condicio ho voluto postarlo. anche perchè mi rendo conto di avere gusti discutibili. presto però arriverà pure il bolero. e quello lo vedo davvero estenuante... preparatevi! 22 novembre voglio ricordarlo così
è morto maurice bejart. più che le sue ultime creazioni in cui coreografava sulla musica dei queen o per ricordare il suo amico versace, preferisco ricordare quelle così. lo so che è pesante ma cercate di resistere 'ché state vedendo due mostri sacri: eric vu an e sylvie guillem. 15 novembre forseforse dovrei farmi un pianto, di quelli da diluvio, da male alle tempie, rivelatore.
anni di cose tenute dentro, strozzate, inchiodate nei pugni serrati anche la notte mentre dormo.
mentre un compagno del corso mi abbraccia per prendermi in giro per la mia ultima cretinata, mi si riempiono gli occhi. ma ridiamo. ricaccio indietro tutto. ma ci vorrebbe proprio. e magari con persone che di tutto 'sto nero che mi porto dentro serrato non sanno niente. 14 novembre ultimo ricordoun pomeriggio d'agosto, solita spiaggia in via di deturpamento ad anzie.
d.,d. ed io.
è tanto che non vediamo d., che sta ancora in Olanda a lavorare per la Nato, ma che all'improvviso si fa vivo. ce lo portiamo al mare, al solito vecchio musichiere ormai pieno di coatti in via di fricchettonesimo scimmiottante.
d. riflette ad alta voce e ci rigira delle domande che pone continuamente a se stesso in merito al lavoro che sta svolgendo all'aja. rimugina e si interroga. ci interroga. ma io non so nemmeno cosa rispondere. o meglio, nella sua situazione anche io mi porrei le stesse questioni morali, e sarei combattuta. quindi, come lui rimango a domandare e a "strozzare" sospiri.
decidiamo di fare una lunga camminata, tutti e tre. lasciamo solo gli asciugamani e qualche altra cosa, e ci incamminiamo verso un punto lontano che indica d.m. "Arriviamo a tor caldara?". e tutti e tre andiamo. si cazzeggia. "Ci sposiamo" "Oh,regà, ma davvero??" "Eh sì, aspettiamo" "ma no, non ci posso credere" "Come no?! non vedi che pancia?" "Veramente no, sei piattissima..." "hehehhe, e infatti è uno scherzo, non è vero niente!heheheh" "heheheheehhehe"
(scherzi del cacchio)
cammina cammina, passiamo per spiagge mai visitate, niente affatto stracolme, anzi. con poche attrezzature, musica che non disturba, nessun rifiuto e un insolito profumo di mare al mattino presto.
arriviamo a tor caldara dove il percorso si fa un po' più difficile. sassolini, scogli e conchiglie in frantumi. andiamo oltre, ci arrampichiamo. vediamo il lido di lavinio in lontananza e loro decidono di fare un tuffo. io rimango ai piedi dello scoglio, da brava cozza, mentre cerco conchiglie e trovo due paguri. "Due paguri, due paguri!!! Guardate!!! So' viviii!!!!" Escono dall'acqua e guardano ammirati e divertiti le tre bestiole.
torniamo lentamente indietro a goderci il sole che ci abbraccia alle spalle, mentre d. sente un leggero fastidio sulla pelle. "Secondo te mi sono cotto?" "Mhhh... non hai messo la crema? e da quanto tempo non prendevi il sole? mhhhh.. appena arriviamo agli asciugamani ti metto la mia crema anche se penso che sia troppo tardi..."
"ma quanto avremo camminato?" "Bo', tre km" "seee" "eh, ma c'abbiamo messo un botto"
.....
.....
tre individui sdraiati in silenzio inebriati di brezza, risacca cullante e sole che si inclina.
"Oh, regà, me sa che ce ne dobbiamo andà, me sa che è tardi..."
.
donato...
ti ricordi?
è che ora... non so come pensarti. ho ancora davanti agli occhi il giorno in cui ti ho conosciuto, in quella stessa spiaggia, a fare il bagno tutti e tre e a guardare continuamente a riva verso le nostre cose. oppure quella sera di giugno, dopo la tua specialistica, a bere vino da attuvo....
vedo ancora il tuo singolare profilo e il tuo modo gentile di parlare.
penso a sandvo che ci racconta a san lorenzo una sera la storia di te che vai in giro per l'aja di notte a cercare la tua bici rubata, che ci descrive il tuo appartamento. oppure quando ci raccontavi di quella del tuo palazzo e delle pose che assumeva per fare il carico della lavatrice e che ti mettevano ko. oppure quando... "Regà, ve posso fa' una domanda?"
non so come pensarti ora.
non so come pensarti, ora.
12 novembre "però!"Mi vergogno un po'. Tanto, anzi. Ammettendolo, ci rimetto la faccia. Ma sapete che sono sincera e onesta. Non riesco a mentire.
(e sarebbe ora che imparassi, comunque)
Vi sconvolgerò. Qualcuno d'ora in poi farà finta di non conoscermi, si volterà altrove quando mi vedrà per strada.
Sedetevi.
Era un noioso e vuoto pomeriggio di autunno inoltrato in quel di casa mazzokki a nettunzio, quando una giovane quasi 29nne giaceva ammorbata su un divano vecchio e scomodo, con gli occhi semichiusi e la mandibola scesa. un indice ancora vitale digitava e zappava da un canale all'altro, andandosi a fermare, richiamato da un ritmo incalzante e piacione, un po' estivo un po' gggiòvane.
le immagini scorrevano colorate e vibranti. La nostra non capiva bene di chi fosse il brano, le voci erano diverse e il volume troppo basso. poi aprì bene bene gli occhi catturati da un certo tipo che ballava, si strusciava, sorrideva, cantava. e la nostra pensò: "Però! Mortacci... messo bene!"
...
...
risvegliata dai suoi ormoni ballerini, la sbavante mise a fuoco la scritta a fine video.
quello era un tale ricki martin. come dimenticare quando, anni addietro, alla sola pronuncia di quel nome, la nostra scriveva nel libro nero il nome delle cretine che, adoranti, lo citavano?
e c'era cascata pure lei.
ma magari perchè ora, invecchiato un po', il suddetto pare un po' più maschio e meno femminuccia...
bo', non so. fate voi.
dite pure, senza esitare, che sto invecchiando. 09 novembre I fell on black daysridendo e scherzando, qualcuno da mesi mi rimpe le scatole invitandomi a lasciare questo tetto, necessariamente in veste bianca e con l'anello al dito, oppure a fare qualche pupo, ché l'età (la sua e la mia) avanza. Io allora mi inalbero e mi innervosisco, soprattutto se poi, per strada, vedo persona presuntuosa e saccente che si trascina dietro sua figlia di quasi due anni, mentre la mamma fa la fricchettona che vuol sembrare più giovane di lei, e che nella vita dopo la laurea non ha fatto molto di più che farsi sposare da uno abbiente (come lei del resto) e lavorante. se avessi case e terreni sparse per l'Italia, andrei anche io in vacanza ogni mese. Se avessi qualcuno che mi dà una casa in centro di cui non pago l'affitto, anche io farei la casalinga e madre gggiòvane. se avessi uno che mi campa con un contratto a tempo indeterminato statale, anche io farei la fricchettona. allora che non mi si rompano. perché sono stufa già da un pezzo e non è colpa mia se le cosa vanno così. i primi ad essere responsabili sono proprio quelli. il prossimo cinquanta/sessantenne che ha la sua bella pensione, e che ha lavorato perché all'epoca lavoravano tutti, me lo mangio. anzi no, ché la carne fa schifo. diciamo che comincerò a togliermi qualche soddisfazione. magari loro, che di lotte ne hanno fatte tante, sapranno dirmi cosa fare. qualche molotov, qualche attentato, magari fare fuori lor o per prenderne posto. che ne dite? che amarezza... sempre a lamentarsi coi giovani, come se non fossero loro ad averci fatto trovare quasta società di m...a. come se fossimo stai noi a farla andare a p....ne prima ancora di essere nati.
il tempo è nuvoloso e ventoso e mi girano. ma da mo'!!! 05 novembre PENDOLARIA: ne vogliamo parlare?passa un anno
dopo che io, entusiasta ma intimidita, contenta inizio l'avventura alla nuova ekologia come stagista.
pensavo: chissà come sarà bello, quante cose imparerò, magari riuscirò a lavorare, finalmente!
e invece vengo assoldata con cicci per questa foto di copertina. bellissima estate di san martino...
passa un anno.
sto cercando di fare un articolo del cavolo sul bambù, che qualsiasi personaggio lì assunto e retribuito potrebbe scrivere anche senza guardare lo schermo.
invece, forse, se si ricordano di avermelo chiesto, devo farlo io.
poi mi contatta una ragazza di quelli che è lì, della direzione di legambiente.
"Se vieni ci fa molto piacere, un abbraccio, mari"
sono quasi commossa. una delle poche persone disponibili con cui parlare davvero che ho incontrato. commossa perchè si ricorda di me, anche per una cretinata simile (a cui ovviamente non parteciperò, visto che nessuno mi hanno mai dato un euro per le cretinate che ho scritto)
MA ALMENO MI AVETE INTRAVISTO???? 04 novembre la ragazza del lago
un pomeriggio di novembre lui e lei fanno un giro per la capitale per scadenze e commissioni varie, dopo chiacchiere rabbiose e animate. nella scelta litigiosa, vanno al cinema 4 fontane, tra commessi fricchettoni e un po' zeccosi, in una sala piccola piccola in cui si sta tutti vicini. il film bellissimo è stato scelto casualmente tra gli altri. diciamolo pure che era la prima volta in vita loro che un cinema (così grazioso) mettesse in programmazione 4 film che loro avrebbero voluto vedere. per la prima volta avevano l'imbarazzo della scelta. la pellicola, un giallo, diciamo, è corposa, ambientata dalle parti di Udine (Tarvisio, in particolare, dove sono stata coi miei nel 1995 e in seguito con la scuola per andare a vienna, ma di passaggio in treno e di notte). vari attori che in genere ho visto in tv per fiction o per filmetti italiani che nemmeno ricordo. toni servillo non ha certo bisogno di descrizione o definizione. è sempre lui, soprendente, bravissimo. lui e lei escono contenti e scimmiottano alcune battute. nel frattempo cercano di ricollocare i vari attori nelle diverse occasioni in cui sono stati visti e soprattutto di individuare la provenienza regionale di valeria golino, ce lei proprio non sa darsipace. deve saperlo! attraversano poi la via delle 4 fontane per raggiungere un luogo periferico in cui la nostra farà fatica a tenere gli occhi aperti dopo ore di chiacchere sulla musica, la composizione e un certo laboratorio. torna a casa avvolta dall'umidità. |
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